Il regolamento dei volontari civici serve a definire le regole e le modalità per il coinvolgimento dei cittadini nella collaborazione volontaria e gratuita con il Comune, per attività di utilità sociale e per il bene comune, in diverse aree, nel nostro caso relative ai servizi culturali e alla biblioteca; avremmo sicuramente votato a favore se non avessimo riscontrato numerosi passaggi che “per non ingessare i processi di selezione e gestione” lasciano il potere di accettare o meno le domande ad aspetti fortemente discrezionali. Le nostre proposte di emendamenti si sono basate;
1) SULLA TUTELA DELLA PRIVACY .
L’art. 3 co.3 stabilisce che sarà pubblicata all’Albo la motivazione di un’eventuale cessazione di precedente attività di volontariato: inspiegabilmente questa dichiarazione non è prevista sul modulo della domanda!
Come faranno a ricuperare questi dati? Mistero.
L’aspetto grave, però, è che Il sindaco Zerboni afferma che per trasparenza occorre rendere noto a tutti le suddette motivazioni: un’ulteriore prova delle sue idee confuse e preoccupanti su temi delicati. Sarebbe sicuramente più opportuno, se ritenuto necessario, segnalare il motivo della cessazione nella domanda indirizzata all’ufficio competente piuttosto che rendere di pubblico dominio situazioni strettamente personali;
2) SU UNA MAGGIOR POSSIBILITA’ DI ISCRIVERSI ALLA GRADUATORIA IN TEMPI BREVI .
Questo regolamento prevede una revisione almeno triennale; Civicamente ha proposto di renderla annuale. Ci è stato risposto “che ciò creerebbe un aggravio di procedure e adempimenti formali sproporzionato rispetto ai benefici”. Signori, non è la lista degli iscritti alle liste elettorali, stiamo parliamo della graduatoria dei volontari della nostra biblioteca!
3) SULLA NECESSITA’ DI NON
LASCIARE A CRITERI DISCREZIONALI LA SELEZIONE DEI VOLONTARI
Abbiamo chiesto la preparazione di schede individuali con l’indicazione di compiti e orari (metodo previsto per molte attività di volontariato) ma per l’Amministrazione “ciò esporrebbe l’Ente a un concreto grave rischio di contenziosi per inquadramento in lavoro subordinato ecc. ecc”. Ma non sa l’Amministrazione sanvittorese che uno degli elementi fondamentali della subordinazione è il pagamento della retribuzione? Senza quella non c’è riconoscimento di subordinazione anche se vengono stabiliti orari.
Il rigetto delle nostre proposte di emendamento motivato con ridondanti e pretestuose argomentazioni dimostrano, un’altra volta, che la maggioranza guidata dal sindaco Zerboni è affetta da un’ anacusia bilaterale che rende inutile ogni proposta che arrivi i dalle minoranze in Consiglio comunale
Dulcis in fundo: l’art. 6 punto f) cita la Direzione della Biblioteca: alla nostra richiesta di conoscere il nome del Direttore (parlando di Direzione…) Il sindaco Zerboni ha affermato candidamente che per Direzione si intende il Capo Settore del sevizio.
Allora perché parlare di Direzione? In verità, da qualche tempo, a San Vittore Olona le parole hanno fatto un gran falò dei vocabolari e hanno deciso di essere parole in libertà
E QUESTA AMMINISTRAZIONE DI PAROLE IN LIBERTA’, NON C’E’ CHE DIRE, SE NE INTENDE

